Si è tenuta questa mattina nel Tribunale di Vallo della Lucania l’udienza del processo per la morte di Crescenzo Della Ragione, il 27enne deceduto tra il 10 e l’11 agosto 2015 nella discoteca “Il Ciclope” di Marina di Camerota per un masso che si staccò dalle pareti della grotta che ospitava il locale.
Presente in aula l’avvocato Felice Lentini, difensore della famiglia Della Ragione, che ha chiesto al giudice Setta la citazione in giudizio della Società “Ciclope srl”, che aveva in fitto l’area in cui si trovava il locale, per una responsabilità civile.
Il pm Palumbo ha chiesto la citazione di due testimoni, l’ingegnere Sileri della Forestale e il Luogotenente Di Franco, Comandante della Stazione Carabinieri di Camerota all’epoca dei fatti.
Presenti i genitori di Crescenzo, Anna Simeoli e Antonio Della Ragione, che da 4 anni chiedono giustizia per gli avvenimenti che quella notte hanno determinato la morte del loro unico figlio. Assente il proprietario della discoteca Lello Sacco, unico imputato.
Il procedimento a conclusione delle indagini preliminari ha visto il non luogo a procedere per 8 dei 10 imputati. Nessun processo per gli ex sindaci Domenico Bortone, Antonio Troccoli e Antonio Romano, quest’ultimo primo cittadino di Camerota quando avvenne la tragedia, per i tre Comandanti dei Vigili Urbani di Camerota Antonio Ciociano, Donato Salvato e Giovanniantonio Cammarano e per i due tecnici Antonio Gravina e Gennaro D’Addio, che erano stati tutti accusati di omicidio colposo.
– Maria Emilia Cobucci –
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