Il programma “Passaggio a Nord Ovest” di Alberto Angela, in onda su Rai 1, ha fatto tappa a Paestum nel Parco Archeologico.
Nel raccontare la storia dell’edificazione dell’antica Poseidonia, lo studioso ha spiegato le motivazioni per cui i templi sono arrivati così ben conservati sino ad oggi.
Perla della Magna Grecia, Poseidonia, noi la conosciamo con il nome romano di Paestum. La città fu fondata nel 600 a.C. da coloni greci provenienti da Sibari, i quali cercavano un nuovo porto per espandere il loro dominio commerciale.
“Seppur Poseidonia non raggiunse mai la magnificenza di Crotone, Agrigento, Taranto, i suoi abitanti riuscirono ad erigere edifici con pochi eguali al mondo. 3 grandi templi greci ben conservati: il più antico è quello dedicato ad Era che risale al 550 a.C.” ha spiegato Angela nel corso della puntata.
Alcuni decenni successivi, sul lato opposto della città, fu eretto il tempio di Atena. In seguito quello di Nettuno: lungo 60 metri, largo 24 e con un’altezza pari ad un edificio di 6 piani, si ritiene che la denominazione non sia esatta. “Oggi si pensa fosse dedicato a Zeus oppure a lui e a sua moglie Era. Qui è ben visibile il naos, la parte davanti che ospitava la statua della divinità – ha raccontato lo studioso -. Naos in greco vuol dire abitazione, qui tra muri e portone d’ingresso veniva custodita la statua che a pochi era concesso vedere”.
Il tempio di Atena, che stupisce per il suo grado di conservazione, sorprende perché è il più piccolo tra i 3, ma sappiamo con certezza quale culto si praticasse all’interno. Durante gli scavi, infatti, sono state rinvenute statuette ex voto che rappresentano la dea con lo scudo. Il tempio di Atena è però legato alla fine di Paestum.
Dal punto di vista architettonico, i templi di Paestum presentano capitelli in stile dorico, il più antico tra gli ordini greci e colonne in travertino. Per i greci è stato un lavoro titanico costruirli: innanzitutto per la fatica di prelevare i blocchi di travertino dalle cave, sbozzarli, trasportarli e inanellarli con gru di legno. Il loro stato di conservazione ha richiamato molti uomini noti nel tempo e così i templi di Paestum sono entrati a far parte dei siti Patrimonio dell’Umanità.
Agli antichi visitatori i templi apparivano luminosi, brillanti e rappresentavano molto bene la delicatezza di questa civiltà.
Con l’avvento del Cristianesimo il tempio di Atena fu trasformato in una chiesa, ma durante l’Alto Medioevo Paestum fu abbandonata perché divenne una palude. Proprio questo cambiamento ambientale, la malaria che si diffuse e l’impoverimento furono causa dello spopolamento della città, tuttavia grazie a queste vicissitudini Paestum si è conservata così come possiamo ammirarla oggi.
All’interno del Parco, gli archeologi hanno rinvenuto la tomba del fondatore della città, senza il suo corpo all’interno.
Le rovine di Paestum raccontano di un passato lontano dove il mondo greco e quello romano si fondono in un’unica rappresentazione.