L’elettrosmog, la forma di inquinamento ambientale causato dai campi elettromagnetici prodotti da dispositivi ad alta frequenza come elettrodotti, antenne trasmittenti, router wifi e smartphone, ha attirato l’attenzione di Codacons poiché le cariche elettromagnetiche che si accumulano ogni giorno nel nostro organismo potrebbero creare degli scompensi energetici e progressivamente generare degli squilibri nel nostro organismo.
“E’ un fattore che desta preoccupazione per la salute dei cittadini – afferma Codacons – Nonostante gli studi scientifici, il Governo finge di ignorare effetti cancerogeni pericolosi per i cittadini”. In virtù di tale pericolosità, il Codacons ha scritto formalmente ai presidenti delle Regioni del Paese chiedendo di intervenire a tutela della salute della popolazione e per conoscere i nuovi limiti alle esposizioni.
“Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy recentemente ha presentato un emendamento al DDL Concorrenza 2023 che innalza il limite alle esposizioni prolungate al campo elettrico, vigente da 25 anni, da 6 V/m a 15 o 61 V/m. Il ministro Urso ha parlato di ‘ammodernamento’ del Paese ma in verità aumentare la soglia di un inquinante pericoloso non è mai una conquista di civiltà, semmai il contrario – precisa Codacons nella lettera – Tanto più se si tratta di un inquinante cancerogeno, come appare dallo studio sperimentale del US National Toxicology Program, condotto su 4.500 ratti”.
Codacons afferma che l’unica barriera a tutela della salute delle persone e dell’ambiente è la Conferenza Unificata che dovrà approvare il deliberato del Governo.
“Potrà ostacolare tale scempio che porta indietro di decenni la normativa contro l’inquinamento elettromagnetico e le conquiste anche giurisprudenziali che sono state ottenute dai cittadini, dai comitati e dalle associazioni su tutto il territorio nazionale per la tutela dell’ambiente e della salute – scrive Codacons – Solo i presidenti di Regione possono fermare l’aumento esponenziale dei campi elettromagnetici nelle nostre città con una conseguente esposizione attiva e passiva delle persone, bambini, anziani, fragili all’inquinamento elettromagnetico. Ancora una volta il principio di precauzione, strumentalizzato per altre questioni, in questa triste vicenda va a detrimento degli interessi delle persone a vivere in un ambiente salubre”.