Il dimensionamento della rete scolastica e la programmazione dell’offerta formativa in Campania per l’anno scolastico 2024/2025 sta scatenando le riflessioni da più parti. In primis le organizzazioni sindacali lamentano preliminarmente che per questo piano non risultano essere state accolte le richieste avanzate, nonostante la rilevante rappresentanza del personale della comunità educante.
“Il piano è la risultante dell’intero programma di tagli previsti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Governo che oltre a prevedere la soppressione di autonomie scolastiche e quindi dei posti di Dirigente Scolastico e di DSGA, comporterà un ulteriore taglio a tutto l’organico del personale scolastico, in conseguenza di accorpamenti di plessi anche distanti, con ovvi tagli di personale ATA e personale docente – spiegano dalla Cisl – Rimarchiamo che le nostre proposte non hanno trovato né accoglimento, né apprezzamento, anzi rispetto alle proposte iniziali della stessa Regione sono state recepite le proposte di talune Amministrazioni comunali in senso peggiorativo”.
Secondo la Cisl, seppure la delibera della Regione Campania abbia saltato alcuni istituti scolastici, non sono state salvaguardate le aree interne o costiere costituite da paesi distanti tra loro.
“Si pensi all’Istituto Comprensivo ‘Speranza’ di Centola che già era stato accorpato ai numerosi plessi del Comune di Pisciotta e con il nuovo riassetto annesso all’Istituto Comprensivo di Rofrano che comprende i plessi dei Comuni di Alfano, Laurito e Montano Antilia, distanti tra loro e non raggiungibili da mezzi pubblici. Si pensi all’Istituto Comprensivo ‘Barra’ o all’Istituto Comprensivo ‘Ogliara’ di Salerno, il primo insistente al centro storico della città di Salerno, il secondo nelle aree collinari del territorio comunale, aree disagiate con sporadici servizi di collegamento” spiegano.
In conclusione Cisl afferma che “nonostante il Decreto Milleproroghe abbia previsto la possibilità di contenere i tagli per l’anno scolastico 2024/2025 nella misura del 2,5% (21 autonomie per la Campania), recuperandoli nel corso del triennio a venire, detta possibilità non risulta essere stata presa in considerazione nel piano definitivo di dimensionamento”.