Lo scorso 14 giugno il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Trento ha dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare applicativa degli arresti domiciliari nei confronti di due persone, un 36enne residente a Campagna e un 34enne residente ad Eboli ritenuti responsabili di frodi informatiche.
Le indagini, condotte dalla Polizia Postale e dalla Guardia di Finanza di Trento, sono scaturite dalla denuncia del rappresentante legale di una società trentina che ha segnalato come il pagamento rivolto verso uno dei propri fornitori fosse stato invece dirottato verso un IBAN sconosciuto, poi rivelatosi intestato ad uno degli indagati.
Accurate investigazioni hanno permesso di giungere alla ricostruzione, allo stato delle investigazioni ritenuta fondata dal Gip, della tecnica utilizzata per la commissione dei reati.
In particolare l’attività d’indagine ha consentito di rilevare come la modifica delle coordinate bancarie di destinazione delle transazioni commerciali venisse operata attraverso l’inoculazione di un sofisticato file digitale malevolo chiamato “BOT” in grado di interporsi in una comunicazione digitale per alterarla, gestirla o reindirizzarla all’insaputa dei soggetti agenti.