Comunità in festa a Magorno di Montesano per i 100 anni dell’edificazione della chiesetta dedicata a Sant’Espedito martire.
Si è dato il via ieri, solennità di Sant’Espedito, alla serie di iniziative legate ai 100 anni della piccola chiesa simbolo della frazione montana di Magorno, da sempre luogo di notevole pregio naturalistico del comune di Montesano. E nella vallata è incastrata la chiesetta dedicata al martire di Metilene, nata dal voto di una madre per suo figlio Raffaele, partito per la guerra: Rosa Verricelli, infatti, promise di fare erigere un tempio santo se fosse tornato. Promessa che fu mantenuta e che fu resa possibile grazie anche alla generosità del popolo. Da fonti storiche, infatti, si apprende che i cittadini vendettero i loro beni primari per aiutare nell’impresa. Un gesto che caratterizza anche la forte tempra della frazione montana.
Sant’Espedito era comandante della XII Legione Romana, detta la Fulminata. È invocato per le grazie urgenti e disperate e dal 1924 è dunque punto di riferimento anche per il popolo montesanese che lo venera. La chiesetta è attiva grazie all’impegno del parroco don Mimì Tropiano, che da oltre 40 anni è presente a Montesano ed è guida per il popolo di Tardiano e Magorno. Ogni domenica, infatti, il piccolo luogo di culto continua ad essere aperto per la celebrazione della messa, oltre ai giorni di festa dedicata. E’ posizionata all’ingresso della frazione montana di Montesano: al suo interno, oltre Sant’Espedito, si trovano anche Santa Rita, patrona dei casi impossibili, proprio come il titolare del tempietto, e la Madonna.
Dalla raffigurazione del Santo, partita dal termine “hodie” (oggi) riportato sulla croce che Sant’Espedito tiene in mano mentre schiaccia un corvo che ha nel becco la scritta “cras” (domani), è partita l’omelia di Padre Antonio De Luca, Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, presente all’inaugurazione del centenario: “L’oggi di Dio chiede presenza, a dispetto di accidia e mediocrità, i peccati di coloro che aspettano che il tempo passi. L’oggi di Dio deve trasformarci in sentinelle del bene, i martiri ci insegnano cosa significa donare la tunica a chi chiede il mantello, dare la vita per amore del proprio fratello”.
Il Vescovo ha inoltre scritto la preghiera dedicata a Sant’Espedito per la ricorrenza dei 100 anni della chiesa di Magorno, distribuita ai fedeli. Ha poi salutato e ringraziato la comunità cogliendo occasione per sottolineare la presenza instancabile di don Mimì: “Ogni qualvolta gli dico di lasciare Tardiano perché ha raggiunto la sua bella età mi dice ‘ancora no’”. E proprio nel 2025, a tal proposito, il parroco raggiungerà i suoi 50 anni di sacerdozio.
All’evento hanno espresso vicinanza con la loro presenza diversi parroci del comprensorio che hanno partecipato alla celebrazione della Santa Messa: don Fernando Barra, don Antonio Romaniello, don Michele De Luca, don Enzo Rispi, mentre nella serata precedente era presente anche don Donato Varuzza.
La chiesetta è stata restaurata e messa a nuovo grazie al proficuo impegno della comunità e la statua del Santo, ormai centenaria, è stata oggetto di lavoro, concretizzato grazie al lavoro del Comitato Festa di Sant’Espedito, presente all’evento inaugurale e che ha consegnato anche delle targhe: oltre al Vescovo De Luca e a don Mimì, i membri hanno voluto ricordare anche due storici elementi del gruppo scomparsi, Nicola Pascale e Vincenzo Pepe. Le targhe, con commozione, sono state ritirate dai familiari. A fine messa è stata letta inoltre una poesia su Magorno e il culto di Sant’Espedito scritta da Salvatore Musella.
Un caloroso ringraziamento è giunto da parte di don Mimì che in una lettera ha provveduto a ricordare i lunghi anni a Magorno e quanto “fervore ci sia stato nei preparativi per mantenere le radici di questo territorio”.
“Don Mimì è un parroco extra moenia – ha affermato il primo cittadino Giuseppe Rinaldi – oltre le mura, è colui che va sempre più lontano. Dobbiamo essere orgogliosi, Magorno insegna il valore del lavoro: guerrieri che si sporcano le mani, che hanno a che fare con i sacrifici. Questa è l’identità di una comunità, se siamo qui oggi è per persone che non ci sono più e che hanno fatto la storia”.
Inaugurata, inoltre, una mostra fotografica legata al culto di Sant’Espedito e una stele commemorativa, posizionata all’interno della chiesetta, per ricordare i 100 anni dell’edificazione del luogo di culto.
Tra i presenti all’evento anche l’Amministrazione comunale di Montesano, il Comandante della Stazione di Montesano, Luogotenente Antonio D’Alessio, e gli agenti della Polizia Municipale.
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